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"Maria Luisa Astaldi, spirito laico e libero in un'Italia ancora oberata dal dogmatismo".
       
  foto Maria Luisa Costantini Astaldi  

Comunicato Stampa
Castello di Udine, 26 ottobre 2002

Salone del Parlamento

 
  Maria Luisa Astaldi nel suo studio a Roma,
foto archivio famiglia Astaldi
     
         
 

"Maria Luisa Astaldi, spirito libero e laico, si appassionò all’Illuminismo italiano e inglese del Settecento proprio perché quell’epoca culturale aveva messo la parola fine alla soggezione della cultura alle forme autoritarie del dogmatismo, ancora oggi non del tutto scomparse". Così Carlo Sgorlon, primo relatore alla seconda giornata del convegno udinese di studi dedicato alla ricca e complessa personalità di Maria Luisa Costantini Astaldi (Tricesimo 1899 - Roma 1982), letterata, mecenate e collezionista che alla Galleria d’arte moderna di Udine volle donare una delle più straordinarie collezioni d’arte contemporanea in Italia.

Apertosi il 25 ottobre 2002 nel salone del Parlamento nel Castello di Udine, il simposio organizzato da Itineraria, Associazione guide turistiche per il Friuli Venezia Giulia, con il sostegno della Regione, e con il patrocinio del Comune di Udine, Civici Musei e Galleria di Storia ed Arte, Galleria d’Arte Moderna, è proseguito con una serie di approfondimenti sulla figura di donna e intellettuale nota anche come fondatrice del "Premio europeo Cortina Ulisse" per la divulgazione scientifica. "La scienza, che nel XVIII secolo si sviluppò soprattutto in Inghilterra - ha continuato Sgorlon -, fu un grande mezzo di liberazione della cultura dalla sudditanza del dogmatismo, e perciò la Astaldi ebbe un’enorme stima per essa e fondò il premio Cortina-Ulisse". Vissuta per molti anni a Roma, la Astaldi conobbe personalmente Sgorlon proprio nella capitale. "La incontrai in occasione dei rituali del premio Strega - ha raccontato lo scrittore -, lei mi espresse la sua stima e mi incoraggiò a partecipare al Premio Viareggio. Devo a lei se i miei romanzi furono ammessi cinque o sei volte in finale al premio toscano".

Al convegno, che è stato aperto da un saluto dell’assessore alla Cultura del Comune di Udine, Liliana Cargnelutti, è intervenuta la vicepresidente della Regione Alessandra Guerra, che ha ribadito l’idea di voler portare in Friuli il premio Ulisse per la divulgazione scientifica. "Questo sarebbe il contesto ideale per rilanciarlo - ha affermato -, dal momento che qui si trova anche la preziosa collezione d’arte donata alla città, e che questa stessa collezione troverà una nuova e prestigiosa sede nella casa Cavazzini ristrutturata secondo il progetto dell’architetto Gae Aulenti".

I legami di Maria Luisa Astaldi con la temperie culturali del primo Novecento italiano e con le correnti d’innovazione che percorrevano la critica e il collezionismo d’arte in quel periodo sono stati illustrati dal professor Nico Stringa, docente all’università veneziana di Ca’ Foscari, che ha esposto le numerose affinità (in quanto a spirito, interessi, gusti e autori frequentati) tra la coppia Maria Luisa e Sante Astaldi e il celebre storico dell’arte Rodolfo Pallucchini, "anima" della Biennale di Venezia nel dopoguerra, grazie al quale l’esposizione internazionale d’arte riprese quota e si trasformò in un vero e proprio osservatorio sull’arte contemporanea e sull’avanguardia.

Un’ampia e dettagliata descrizione delle opere appartenenti alla Collezione Astaldi e attualmente conservate nella Galleria d’arte di moderna di Udine è stata offerta al numeroso pubblico (tra cui molti studenti delle scuole cittadine) dallo studioso e critico Licio Damiani, che ha tratteggiato, avvalendosi anche di diapositive, le novità stilistiche ed espressive degli autori di cui gli Astaldi si "innammorarono" al punto da diventarne sostenitori e mecenati: nomi come De Pisis, De Chirico, Guttuso e Morandi furono di casa nel salotto romano dei coniugi sempre attratti e incuriositi dal "bizzarro e dal nuovo".

Al termine degli interventi, una visita guidata alla Collezione nella galleria d’arte moderna aperta a tutti i partecipanti al convegno ha chiuso la due giorni di studi dedicata alla Astaldi.

Nella prima giornata del simposio, moderata dal giornalista Giampaolo Carbonetto, erano intervenuti Mario Pedini, già ministro della Repubblica, parlamentare europeo e studioso poliedrico legato alla famiglia Astaldi da un antico e solido rapporto d’amicizia, Maria Paola Frattolin, presidente di Itineria e ideatrice del convegno, lo scrittore Elio Bartolini e il critico Mario Turello, le cui analisi si sono soffermate sugli aspetti squisitamente letterari dell’esperienza intellettuale di Maria Luisa Astaldi.

In chiusura, nella giornata del 25 ottobre, era stato presentato anche un balletto ideato e interpretato dalla brava Simona Bucci sulle orme di Carolyn Carlson, da titolo "Di Ombre cerchiati gli occhi", appassionata coreografia realizzata in co-produzione tra la Biennale di Venezia e la Fondazione regionale per lo spettacolo del Friuli Venezia Giulia.

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