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“Artisti in Viaggio1300-1450 - Presenze Foreste in Friuli Venezia Giulia”
       
  Villa Manin di Passariano  

Intervento sul convegno
Maria Paola Frattolin

Presidente Itineraria

 
  foto Villa Manin di Passariano      
         
 

Il Friuli Venezia Giulia è una terra che tradizionalmente si definisce tra l’arco dell’alto Adriatico e delle Alpi orientali. Un territorio che è un fazzoletto costellato di castelli e ville, passi per attraversare i monti e presidi per quei monti difendere, intricati snodi viari e vitali direttrici di traffico. Attraverso le sue strade, quelle stesse vie segnate sin da epoca remota del passaggio di uomini e merci e poi fissate dall’intelligente rete viaria dell’impero romano, è per secoli passata una moltitudine di uomini. Uomini alla ricerca, alla scoperta, alla conquista.
Tante, infinite volte, questi passaggi sono stati disastrosi e distruttivi per chi si è trovato a soccombere. Ma altre volte, tante, infinite per chi è vissuto e ha saputo ricostruire, i passaggi sono stati ricchi di idee nuove, messi di originali varietà.

Itinerari sotto le stelle in Friuli Venezia Giulia”, i percorsi guidati di Itineraria che hanno avuto seguito tutta l’estate con “Andar per Castelli & Ville” e nei musei con “Tra Arte & Musica”, sono stati un’occasione per scoprire e per capire questa terra antica, percorsa e percossa da una moltitudine di eserciti, ma allo stesso tempo ogni volta vitale, pronta a cogliere e a far sua la forza che sprigiona da ogni passaggio. Ricca e arricchita da chi passando le ha lasciato un’ispirazione, un ritaglio di cielo. Mercanti cercatori, avidi di novità, sensibili artigiani che in punta di piedi sanno apprendere dall’architettura magica della natura, artisti che lavorano con la mente con il cuore anche loro sono passati. Assieme agli eserciti arrivavano ambasciatori e re, al loro seguito giungevano artisti e pensatori.

Con le giornate dedicate “Artisti in Viaggio 1300-1450 - Presenze Foreste in Friuli Venezia Giulia”, a Villa Manin di Passariano il 15 e 16 di novembre, si chiude questa fortunata stagione dedicata al “viaggio”. Illustri relatori, provenienti da tutta Italia, racconteranno i segni del passaggio di pittori, letterati e poeti, architetti, scultori e intagliatori alla cui bravura dobbiamo parte della bellezza di questo paese. Una bellezza e un fascino che dall’intelligente analisi acquisteranno anche quello che l’occhio incantato da solo non può intuire senza una guida che ne spieghi la complessità. Una complessità, talvolta sofferta a volte goduta, ma sempre costruita su stupefacenti culture artistiche che in terra friulana e nella Venezia Giulia si possono agevolmente rintracciare e ricostruire: approdi mediterranei, innesti dall’area veneto-padana e d’oltralpe, sostrati e substrati che insieme formano un microcosmo perfetto, un’”Aula a Cielo Aperto”.

Venerdì 15 novembre dopo l’apertura del convegno alle ore 15.00, Giampaolo Carbonetto interverrà sul tema “Dal viaggio al viaggiatore”, quindi Giovanna Valenzano, dell’Università degli Studi di Padova, parlerà della “Mobilità dell’artista nel Medioevo”, argomento che sarà ripreso sabato da Da Bruno Figliuolo, dell’Università degli Studi di Udine, nel suo interessante intervento sugli “Aspetti della mobilità degli uomini nel Medioevo”. Giordana Trovabene, dell’Università veneziana di Ca’ Foscari, illustrerà il “Percorso artistico di Paolo Veneziano” mentre Paolo Casadio, della Soprintendenza per Beni del Friuli Venezia Giulia, si soffermerà sull’”Attività udinese di Vitale da Bologna”. Andrea De Marchi, dell’Università degli Studi di Udine, parlerà di “Due casi di acculturazione giottesca: l’abbazia di Santa Maria in Sylvis e la chiesa di San Francesco a Udine”.

Sabato 16 novembre si discuterà invece su “Lingue e modelli della scrittura letteraria nel Friuli delle Origini” con Rienzo Pellegrini, dell’Università degli Studi di Trieste. Quindi si passerà a magiche letture da Dante Alighieri, che pure parlò della lingua friulana, con “Pola, presso del Carnaro; Carentana e li venti schiavi. I passi salienti di un cammino” Lettura da Dante, Commedia di Matteo Giardini di Pesaro, premiato come miglior lettore al “Il Lauro Dantesco” di Ravenna nel 2002. Continuando con gli illustri poeti del Trecento, sarà la volta di Claudio Griggio, Università degli Studi di Udine, con il suo “Petrarca e Udine”, ricordi del viaggio del sommo poeta in Friuli al seguito dell’imperatore e poi ancora Giampaolo Borghello, dell’Università degli Studi di Udine, che parlerà della “Lettura della novella di Madonna Dianora” tratta da Boccaccio, Decameron, X, 5. Chiuderà la mattina Mario Turello con una novità assoluta “Giovanni Fontana: la memoria meccanica.
Sabato pomeriggio, 16 novembre 2002 alle ore 15.00, gli interventi riprenderanno con Bruno Figliuolo con “Aspetti della mobilità degli uomini nel Medioevo”, poi interverrà lo studioso Guido Tigler dell’Università degli Studi di Firenze con “Scultura in Friuli a metà del Trecento, Presenze campionesi, veneziane e austriache”. Lucia Sartor dell’Università degli Studi di Udine parlerà su “Andrea e Caterino Moranzone e il Friuli Venezia Giulia” e si concluderà infine con l’interessante intervento di Fabio di Poi sulla “La matrice veneziana nella produzione orafa di Nicolò Lionello”.

Tra le novità inedite, anticipiamo quella presentata da Mario Turello che parlerà di Giovanni Fontana, medico e scienziato nato a Venezia intorno al 1390 e morto intorno al 1454, in luogo sconosciuto. Una sorta di Leonardo del XV secolo, autore di trattati su vari argomenti scientifici e di progetti tecnici. Si dice abbia realizzato degli automi. Nei suoi trattati meccanica e arte della memoria si intrecciano e compaiono macchine memorative combinatorie (ruote, cilindri, congegni a nastro). Un disegno in particolare è considerato da Battisti il più antico modello di teatro con quinte e piattaforma mobile centrale per trasformazioni…

Solo a scorrere il programma del convegno pare di perdersi attraverso i sentieri tortuosi di un cammino artistico, avventuroso e affascinante, talvolta misterioso, che a ogni svolta fa comparire un mondo nuovo, fatto di apporti e contributi continui. Il percorso degli questi artisti si trasforma in itinerario umano oltre che intellettuale, per diventare presso di noi, i posteri, una proposta di dibattito didattico e culturale volto ad approfondire il significato di questa regione che dalle molteplici periferie che l’hanno composta nei secoli ha saputo costruire una sua originale centralità. Una regione di confine che oggi si prepara a diventare soprattutto soglia.

Maria Paola Frattolin

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