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Artisti in Viaggio 1450-1600. Presenze Foreste in Friuli Venezia Giulia
       
 

Cartina dell'Italia

 
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Fondazione Crup


Villa Manin di Passariano Codroipo (Ud)
24 e 25 ottobre 2003


Il progetto quinquennale Artisti in viaggio. Presenze foreste in Friuli Venezia Giulia è patrocinato da:

Parlamento Europeo – Ufficio per l’Italia
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca
Università degli Studi di Udine
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Ufficio Scolastico Regionale
Provincia di Udine

 
 
     
         
    Visite di studio
 
 

Sabato 25 ottobre 2003

 

 

 

 

 

 

 

 

Ideazione e cura di
Maria Paola Frattolin

 

L’itinerario inizia da Udine con la visita alla Casa Secolare delle Zitelle e si conclude a Rosazzo per la visita all’incantevole Abbazia dedicata a San Pietro Apostolo.

La Casa Secolare delle Zitelle di Udine è a tutt’oggi una delle più antiche e prestigiose istituzioni cittadine. Fondata nel 1595 nel Borgo di Santa Maria per opera delle nobili gentildonne Anna Mels e Flavia Frangipane, aveva il fine di “aiutar povere figliole che fossero in pericolo di perder l’anima et l’honore per la loro povertà, mal governo de’ suoi parenti et malizia di questo fallace mondo”. Nel 1611 fu consacrata la Chiesa, dedicata alla Presentazione di Maria al Tempio, che presto si arricchì di preziose donazioni come quella del Patriarca Delfino che la resero splendida. Tra le opere conservate al suo interno spiccano i capolavori di Jacopo Palma il Giovane, Sante Peranda e Maffeo da Verona.

L’Abbazia di Rosazzo fu invece fondata, come dice la tradizione, verso la fine del IX secolo. Dopo un inizio sotto gli Agostiniani, a partire dal 1090 il Monastero e la Chiesa furono retti dai monaci Benedettini. Nel 1423, dopo oltre tre secoli e mezzo di presenza operosa, i Benedettini lasciarono Rosazzo e il Monastero venne dato in commenda ai vescovi che ne assunsero la reggenza con il titolo di Abate. Il servizio religioso veniva invece officiato dai Domenicani. Alla fine del XVIII secolo l’Abbazia fu definitivamente affidata ai Vescovi di Udine.
Nel corso dei secoli l’edificio ha assunto la struttura architettonica poderosa, simile a una fortezza, che si può ammirare ancora oggi. Coinvolta nelle sanguinose lotte tra Aquileia e Cividale, e tra Venezia e gli Imperiali, l’Abbazia fu devastata più volte dalle incursioni sul territorio, dagli incendi e da ogni sorta di calamità, ma ogni volta restaurata e ricostruita. In occasione dei restauri che seguirono al disastroso incendio del 1509, l’abate commendatario Matteo Giberti chiamò nel 1535 i pittori Francesco Torbido e Battista dell’Angelo, detto il Moro. Il primo affrescò la Trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor, la Vocazione di Pietro e Andrea e La pesca sul Lago di Genezareth nel coro e i Quattro Evangelisti sul soffitto, il secondo realizzò la Crocifissione nell’aula del Capitolo.

 

 
 
 
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