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ITINERARI SOTTO LE STELLE TRA ARTE & MUSICA 2003

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       Programma:
 

I Carantan alla Scuola Mosaicisti di Spilimbergo

via Corridoni, 6
Spilimbergo (Pordenone)
Sabato 29 Novembre 2003
Dalle ore 11.00
alle ore 20.00

 

Ore 18.30
Il Gruppo Carantan propone un
“ Viaggio attraverso la musica popolare in Friuli”
Mainerio suite: Todesca, Scjarazzola-Marazzola e Ungaresca;
Schiavona, Manfrine, Lavandera / Furlana Corfiota, Avianese, Staimi atèns, Cidulis a Vidulis

1 Mainerio Suite
a) Todesca
Danza del XVI secolo proveniente dal Nord Europa, di carattere cortese, diventata poi anche danza comune o popolare.

b) Scjarazzola-Marazzola
Brano che Mainerio fa risalire al 1578 circa, documentato a Palazzolo dello Stella e utilizzato dai “benandanti” durante le “quattro tempora”. Si tratta di una specie di canto propiziatorio nei confronti degli spiriti maligni legati a culti agrari.

c) Ungaresca
Danza del XVI secolo che dallo stesso Mainerio viene fatta risalire alle invasioni degli Ungari in Friuli. “Porta Ungaresca” era anche un celebre borgo di Udine.

2 Schiavona
Danza tradizionale del XVII secolo. Documentata e trascritta dal Lambranzi, fa riferimento agli “schiavoni”, slavi o dalmati. Molto probabilmente è una danza arrivata in Friuli al seguito dei Veneziani.

3 Manfrine
Suite di tipiche danze di corteggiamento dette anche “monferrine”, perchèpervenute con l’arrivo dei piemontesi alla metà dell’800.

4 Lavandera, Furlana Corfiota
La prima è una danza pantomimica documentata nell’800 nella zona di Aviano. La seconda è una danza in 4/4 ritrovata a Corfù e che documenta come una danza popolare dopo essere stata utilizzata a corte finisce lontano dalla sua area di influenza (Vento-Friuli) attraverso i canali commerciali di Venezia.

5 Avianese
Danza popolare del XVIII secolo ancora esistente nella zona di Aviano.

6 Staimi atens
Canto di questua del periodo natalizio documentato in Carnia.

7 Cidulis a Vidulis
Canto satirico proveniente dalla zona di Sedegliano. Trascritto e registrato dal vivo negli anni ’90, risale ai primi del Novecento e fa riferimento ad attributi fisici e morali degli abitanti della zona di Codroipo.

8 La Meneghine
Canto satirico nei confronti di una donna che sta per sposarsi raccolto nella zona di Ragogna negli anni ’90, ma risalente ai primi decenni del Novecento.

 
       
       
 

Il gruppo CarantanIl gruppo Carantan continua oggi il percorso musicale iniziato negli anni ‘80 da alcuni musicisti friulani che è quello della ricerca e della rielaborazione innovativa della musica tradizionale senza riproporre un discorso strettamente filologico ma senza nemmeno perderne i suoi aspetti più caratterizzanti. Alle spalle del gruppo ci sono quasi 20 anni di ricerche sul territorio fatte soprattutto nell’area pedemontana, dove sono state raccolte numerose documentazioni di strumenti tipici come la cornamusa e il violino e registrazioni di musiche e canti.

Il nome Carantan proviene da una moneta in rame usata in origine in Carinzia. In Italia, alla fine dell’Ottocento, prende questo nome la moneta divisionale di 5 centesimi di Lira e in seguito in lingua friulana il termine equivarrà a “modesto”, “di poco valore”. Anche la cultura popolare, nonostante il paziente lavoro svolto da molti illustri studiosi del costume, spesso è stata considerata modesta e di poco valore. I Carantan lavorano per il recupero della tradizione musicale friulana, per salvare un patrimonio che sta scomparendo assieme ai suoi ultimi testimoni e soprattutto per cercare di adattare questa affascinante cultura alle esigenze moderne rendendola attuale.

La formazione attuale del gruppo vede tra i suoi componenti Glauco Toniutti al violino, al mandolino, alla cornamusa, ai cucchiai e alla voce, Stefano Durat agli organetti, Livio Rossi alla chitarra e alla voce.

In occasione di Itinerari sotto le Stelle tra Arte & Musica 2003 i Carantan eseguono una sorta di laboratorio musicale ideale all’interno della Scuola Mosaicisti del Friuli per mettere in luce il frutto di un percorso di ricerca e valorizzazione degli strumenti tradizionali che furono in uso nella nostra Regione nei secoli. L’illustrazione delle peculiarità interessanti di questi strumenti, delle loro affascinanti origini e della straordinaria evoluzione, diventa un viaggio attraverso la musica popolare in Friuli, dal Rinascimento al Novecento.

   

 

 

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